
Iniziamo gli esercizi da pochi stimoli in contrasto tra loro; poi proponiamo oggetti simili, ma con una differenza minima, sempre più impercettibile.
Così, per esempio:
- per riconoscere le differenze tattili, cominciamo con solo 2 superfici: una molto liscia e una molto ruvida;
- per sperimentare il peso degli oggetti, offriamo al bambino una tavoletta più leggera e poi una più pesante;
- per i rumori proponiamo i due estremi della serie graduata;
- per i colori mettiamo a disposizione le tinte più vivaci e contrastanti, come il rosso e il giallo;
- per le forme un cerchio e un triangolo.
E, così, continuiamo, seguendo questo principio, con la presentazione di tutti gli altri materiali.
“Coi nostri cosiddetti -esercizi sensoriali- noi porgiamo ai bambini la possibilità di distinguere e classificare.”
In un secondo momento, per favorire, ancor più, l’acquisizione delle differenze, combiniamo ai contrasti le identità (che, appunto, sono in contrapposizione con le differenze), ponendo doppie serie di oggetti. Così, per esempio:
- trovare, in un insieme di elementi appaiati, dove sono raggruppati in modo confuso tutti gli oggetti, quelli uguali, a due a due;
- due rumori ugualmente forti e due ugualmente leggeri;
- due oggetti dello stesso colore giallo e due oggetti della stessa tinta rossa.
L’esercizio di cercare gli uguali fra i contrasti fissa in modo stabile le differenze, rendendole evidenti.

Infine, l’ultimo esercizio è quello delle gradazioni che consiste nel mettere in ordine graduale oggetti simili, mescolati in modo confuso. Ad esempio:
la serie di cubi di colore uguale, ma dimensioni diverse (Torre Rosa): la differenza deve essere progressiva e regolare (esempio: la differenza di 1 cm nello spigolo da cibo a cubo). Analoga presentazione la proponiamo per:
- le “Spolette dei colori”: serie di oggetti colorati, la cui tinta sia gradualmente più chiara passando, così, dal colore scuro al colore chiaro;
serie di rettangoli aventi uno dei lati uguali e l’altro, sistematicamente, decrescente.
Questi oggetti si devono sistemare l’uno accanto all’altro, secondo il posto che la loro qualità stabilisce nella gradazione.
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